La cosa più importante, ovvero il ti esti socratico

La cosa più importante, ovvero il ti esti socratico

Articolo di Giancarlo Chirico

Quando con le sognalibraie abbiamo pensato alla possibilità di tenere incontri fiabasofici a distanza le perplessità erano tante: è possibile fare filosofia guardandosi da una finestrella? Cosa sarebbe successo tenendo tutti i microfoni aperti? Quanto avrebbe pesato l’assenza fisica e la distanza, questo stare insieme in uno spazio virtuale da inventare ogni volta daccapo?

Però, era troppa la nostra voglia di ritornare ai bambini, di pensare insieme a loro il futuro prossimo, di costruire insieme a loro la filosofia per una nuova primavera, a partire dal nostro qui-e-ora. E i bambini, come sempre, sono stati fantastici!

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Il primo appuntamento de La Maggio-sofia è stato dedicato a un albo che non ha certamente bisogno di presentazioni, ovvero La cosa più importante di Margaret Wise Brown, con le illustrazioni di Leonard Weisgrad, che, a distanza di quasi sette decenni, Orecchio acerbo ha finalmente regalato al pubblico italiano. Un albo profondo, attento, generoso, capace di offrire un punto di vista sempre nuovo sulle cose, anche su oggetti comuni che – apparentemente – non sembrano avere nulla di nuovo da rivelarci: un cucchiaio, una mela, la neve…

L’operazione che ci suggeriscono gli autori è degna dell’autentica maieutica socratica, dal momento che ci invita a scoprire la radice essenziale di una cosa, a isolare dalle sue tante qualità quella più importante, quella che la definisce davvero e che racchiude il suo modo di essere nel mondo: tutte le altre caratteristiche possono esserci o no, sicuramente rendono più ricca la nostra esperienza, ci aiutano a conoscere altri aspetti della cosa ma non ci rivelano nulla della sua essenza, ovvero di quell’unica caratteristica per la quale una rosa è una rosa, una mela è una mela, la neve è la neve. Ecco come da un albo illustrato può prendere le mosse un percorso verso l’essenza, quello stesso che Socrate usava condurre con i suoi interlocutori per le strade e le piazze di Atene.

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Durante il nostro incontro “a distanza”, dopo aver letto ed esplorato l’albo in lungo e in largo, ho proposto ai bambini di aggiungervi altre pagine, le nostre pagine, indagando le caratteristiche di altre parole: domenica, mare, scuola, carezza, bacio, mamma, finestra, penna… Ne abbiamo scelto due e, per ciascuna, abbiamo ragionato sulle loro caratteristiche, provando a isolare quella più importante: e dal momento che, l’albo illustrato si compone di due codici espressivi diversi, abbiamo lavorato anche sulle illustrazioni. La terza parola, poi, l’hanno scelta loro, decidendo di descrivere il buio: e in questo gioco autenticamente filosofico la cosa più importante è che non si sono mai tirati indietro, mettendo al centro di tutto la loro genuinità, la più radicale forma di saggezza.

Lascio la parola a loro, ai bambini e, in particolare, alle illustrazioni di Vittoria e Marta (che ringrazio per averle subito condivise con me).

 

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Domenica

La cosa importante della domenica è che è festa.

Di domenica posso giocare con papà o andare al mare.

A pranzo vado a mangiare dalla nonna.

Posso dormire un po’ di più e restare a casa.

O scendere in piazza a giocare con la bici.

Ma la cosa più importante della domenica è che è festa!

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Bacio

La cosa importante del bacio è che diffondi amore: fai vedere alle persone cui vuoi bene che gli vuoi più bene di quanto pensavano.

Qualche volta è caldo e morbido, qualche altra volta è freddo e sbavoso.

Fa sempre smack.

Ti senti più forte e amato quando lo ricevi e ti senti felicissimo quando te lo dà la mamma.

Quando una persona ti piace e ti dà un bacino, ti senti svenire…

Ma la cosa più importante è che diffondi amore: fai vedere alle persone cui vuoi bene che gli vuoi più bene di quanto pensavano.

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Buio

La cosa importante del buio è che fa paura.

È di colore nero e non vedi niente.

Ci possono essere le ombre e puoi fare brutti sogni.

Per cacciarli devi farti coraggio e accendere la luce.

Se hai una torcia puoi giocare con le ombre e spaventare per gioco mamma e papà.

E se è la notte di Natale viene Babbo Natale.

Ma la cosa più importante del buio è che fa paura.

 

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